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mercoledì 1 febbraio 2012

Sterilizzare con forno a microonde

Arriva il mese di Febbraio e arriva la neve in tutta Italia. Maremmina che freddo. Comunque, dopo la parentesi atmosferica torniamo a parlare di micropropagazione e delle tecniche utilizzate in questo affascinante settore. In uno degli ultimi post vi ho parlato della sterilizzazione tramite l’effetto combinato della pressione e del calore, principio su cui si basano le autoclavi professionali da laboratorio e che grazie all’acquisto di una pentola a pressione, reperibile in qualsiasi super mercato, ci consente di ottenere buoni livelli di sterilità. Esiste però un’altra corrente di pensiero , legata ai metodi casalinghi per la sterilizzazione di materiale da laboratorio e dei terreni: la sterilizzazione tramite le microonde e il calore da esso generato.
Facciamo un po’ di chiarezza: cosa sono le microonde? In fisica le microonde sono radiazioni elettromagnetiche con lunghezza d'onda compresa tra le gamme superiori delle onde radio e la radiazione infrarossa. Quando attraversano un materiale, generano delle oscillazioni, di piccola ampiezza, degli ioni, il cui moto, come per attrito, provoca il riscaldamento del materiale. Questo effetto termico è chiamato diatermia. Il forno a microonde utilizza un generatore a magnetron per produrre microonde alla frequenza di circa 2,45 GHz per cuocere il cibo. Il riscaldamento e la conseguente cottura è dovuto al fatto che le microonde causano un aumento dell'energia rotazionale delle molecole di alcune sostanze e in particolare dell'acqua. Le molecole dell'acqua infatti hanno un momento di dipolo elettrico che ha la stessa energia delle microonde. Dato che la materia organica è composta in prevalenza di acqua, il cibo può essere cucinato facilmente con questa tecnica.
Detto questo è facile capire come un semplice forno a microonde possa sterilizzare i nostri accessori o i nostri terreni. Rimane solo da capire l’effettivo minutaggio per arrivare ad avere una buona sterilizzazione. Anche se un po’ empirica come strategia resta comunque una valida alternativa. Presto altre info.

martedì 17 gennaio 2012

Sterilizzare con una pentola a pressione


Wikipedia dice: <<La sterilizzazione consiste in qualsiasi processo chimico o fisico che porti all'eliminazione di ogni forma microbica vivente, sia patogena che non, comprese le spore e i funghi. […]>> Wiki ovviamente continua con altre spiegazioni, ma a noi interessa solo questo.
La completa eliminazione di tutti i microrganismi presenti in un dato ambiente può essere ottenuta utilizzando calore, mezzi fisici (rimozione delle cellule), radiazioni o agenti chimici. Dato che la sterilizzazione prevede la distruzione di tutti i microrganismi presenti, una volta che un prodotto è stato sterilizzato e correttamente sigillato, rimarrà sterile indefinitamente. Detto questo occorre capire come poter realizzare un processo di sterilizzazione nel nostro laboratorio casalingo. Ovviamente non ci potremmo permettere di comperare un’autoclave super professionale, quindi dovremo adoperarci per rimedi più economici.
L’autoclave (vapore sotto pressione or pentola a pressione), sterilizza a 121°C per 15 minuti. Buono per sterilizzare quasi ogni cosa, tranne le sostanze termolabili che verranno denaturate o distrutte.
L`autoclave, uno strumento estremamente importante nella pratica microbiologica, assicura l'uccisione dei microrganismi, incluse le endospore, mediante l'utilizzazione di calore umido.  La sterilizzazione mediante calore prevede un trattamento che provoca la completa distruzione di tutti gli organismi e poiché le endospore sono praticamente ubiquitarie, le procedure di sterilizzazione vengono opportunamente programmate per la loro eliminazione. Per ottenere questi risultati è necessario raggiungere temperature superiori al punto di ebollizione dell'acqua, e ciò viene ottenuto immettendo vapore saturo sotto pressione nella camera a chiusura ermetica dell'autoclave. Il principio è quello sfruttato dalle normali pentole a pressione, che infatti possono venire utilizzate con risultati soddisfacenti per sterilizzare piccole quantità di materiale. La pressione usualmente utilizzata per la sterilizzazione in autoclave è di l.1 kg/cm2 (corrispondente a 1 atm di sovrapressione), che permette di raggiungere una temperatura di 121ºC; a questa temperatura il tempo di trattamento è generalmente di 10‑15 minuti. E` necessario sottolineare che non è la pressione che si raggiunge all'interno dell'autoclave che provoca la morte dei microrganismi; il fattore letale è, infatti, l'elevata temperatura che si può raggiungere a pressioni superiori a quella atmosferica Il vapore è il vettore del calore.

lunedì 16 maggio 2011

Provette alternative

A differenza del Santo che è stato folgorato sulla via di Damasco, io sono stato folgorato mentre prendevo un aperitivo analcolico alla Casa del Popolo di Ponte Buggianese. Anche se non è proprio la stessa cosa e anche se questa mia avventura non entrerà mai in un libro sacro, rimane a tutti gli effetti una soluzione "geniale". Erano mesi che gironzolavo sul web per trovare un sito che mi permettesse di acquistare delle provette da laboratorio, spendendo pochi euro. Purtroppo non ho trovato niente che andasse bene alle mie esigenze, sia per il costo sia per il numero sproporzionato di provette che mi sarebbero arrivate a casa. Così, come racconto nel video, mente prendevo l'aperitivo,  mi è venuta la brillante idea di utilizzare come provette le bottigline del Bitter. Non male come idea visto che mi permette di risparmiare oltre 50 euri!!!

mercoledì 4 maggio 2011

pHmetro

Buondì! Oggi sono particolarmente contento visto che è stato messo un'altro tassello per portare a compimento la Laurea. Ieri infatti sono andato a ritirare le tre copie stampate e rilegate della mia tesi che dovrei consegnare entro lunedì in facoltà per potermi laureare il 23 maggio. Ma non voglio certo parlarvi soltanto di questo. Ieri infatti per festeggiare, ho deciso di comprare un pHmetro, utile nella preparazione dei mezzi di coltura.Nello spirito del progetto, il modello di pHmetro acquistato è semplice da usare e di conseguenza economico. Mi sarà utile per regolare i valori di acidità del substrato. L'alternativa erano le cartine al tornasole, ancora più economiche ma decisamente meno precise. Di seguito riporto i dati dello strumento pagato solo 28 euri. Il misuratore pH è uno strumento tascabile a tenuta stagna (waterproof) per la misura del pH. Assicura una risoluzione di ±0,01 pH e una precisione delle misure dello ±0,1 pH.


Operazioni:
Rimuovere il cappuccio protettivo e sciacquare con acqua eventuali cristalli bianchi
- Accendere lo strumento.
- Immergere nella soluzione fino al livello max. di immersione.
- Agitare leggermente ed attendere che la lettura si stabilizzi.

Calibrazione:
- Immergere l’elettrodo dello strumento nella soluzione tampone a pH 7 (o 6.864)
- Attendere che la lettura si stabilizzi.
- Con il cacciavite far ruotare il trimmer di calibrazione pH7 finché il display visualizza il valore "7.0".
Risciacquare l’elettrodo con acqua ed immergerlo in una soluzione tampone a pH 4 (o pH 10)
- Attendere che la lettura si stabilizzi.
- Con il cacciavite far ruotare il trimmer di calibrazione pH4/pH10 finché sul display viene visualizzato il valore "4.0".

Caratteristiche:
- Waterproof
- Alta precisione
- Gamma di misurazione: de 0.00 a 14.00 pH
- Risoluzione: 0,01 pH
- Accuratezza: ±0.1pH
- Compensazione automatica della temperatura (da 0 a 50°C)
- EMC DEV: ±0.2pH
- Umidita relativa: <95%
- Dimensione: 150mm x 29mm x 20mm
- Manuale
- 3 pile 1,5 volts 


giovedì 24 febbraio 2011

Alcool denaturato

L'alcool denaturato, è un alcool destinato alla vendita per essere utilizzato in esenzione d'accisa. L'alcool denaturato è reso inadatto per uso alimentare e farmaceutico industriale mediante l'aggiunta di sostanze denaturanti. I denaturanti sono sostanze che vengono aggiunte generalmente ai prodotti cosmetici contenenti alcool etilico per renderli di gusto sgradevole. Le principali Leggi che regolano la produzione e vendita dell'alcool denaturato sono: n. 524 del 26-09-1995 art. 27 comma 3, n. 524 del 9-7-1966 modificato con il Regolamento CE n.2205/2004 pubblicato sulla G.U. Europea 374/42 del 22-12-2004. Gli alcoli denaturati sono designati con denominazione INCI “ Alcohol Denat.” . L'Alcohol Denat. è alcool etilico denaturato con uno o più agenti denaturati conformemente alla legislazione nazionale in vigore in ciascuno Stato dell'Unione Europea.

Caratteristiche e composizione del denaturante generale dell'alcool etilico

(da Circolare n.19/D Agenzia delle Dogane, 9 maggio 2005)


Il regolamento, relativo all'Italia; n.3199/93 CE del 22/11/1992, modificato dal regolamento 2546/95 del 30/10/1995, e dal regolamento n. 2559/98 del 17/11/1998, prevede quanto segue: l'alcool etilico da sottoporre alla denaturazione deve possedere un tenore effettivo di alcool etilico non inferiore a 83% in volume ed un titolo misurato all'alcolometro CE, non inferiore a 90% in volume.

Composizione denaturante generale dell'alcool etilico:
 per ettolitro aggiungere:

a-Tiofene: 125 grammi.
b-Denatonium benzoato: 0,8 grammi.
c-Soluzione al 25% p/p di C.I. Reactive Red 24 (colorante rosso): 3 grammi.
d-Metilchetone 2 litri.

Al fine di garantire la completa solubilizzazione di tutti i componenti, la miscela denaturante deve essere preparata in alcole etilico di gradazione inferiore a 96% in volume misurato all'alcolometro CE. La funzione vera e propria del denaturante è svolto dalle sostanze indicate ai punti a, b e c. Infatti il Tiofene ed il Denatunium benzoato alterano le caratteristiche organolettiche del prodotto rendendone impossibile l'ingestione, mentre il metilchetone, avendo un punto di ebollizione (79,6°C) prossimo a quello dell'alcool etilico (78,9°C) risulta di difficile eliminazione se con tecniche antieconomiche e questo agevola i controlli da parte dell'amministrazione finanziaria volta ad individuare eventuali usi distorti. Il C.I. Reactive Red 24 ha la funzione di conferire al prodotto la caratteristica colorazione rosa.

mercoledì 23 febbraio 2011

Fornello ad Alcool


Ciao a tutti! Dopo qualche giorno di assenza sono tornato, anche se a dirla tutta la responsabilità della  mia assenza non è tutta mia.Vi spiego: come vi avevo accennato nei post precedenti, qualche settimana fa prenotai su Ebay due fornellini ad alcoll necessari per fiammare gli strumenti sotto cappa. I fornelli, per motivi a me ignoti, costavano meno se ordinati in Inghilterra piuttosto che in Italia, ecco quindi spiegata una parte del ritardo. Il problema è stato quando sono arrivato ad aprire il pacco... al posto dei fornelli mi sono ritrovato davanti due contenitori di fiammiferi della NATO!!! Così ho dovuto rimettermi i contatto con il tipo dei fornelli e fargli presente che aveva sbagliato ad inviarmi l'oggetto... Ecco spiegato il motivo della mia assenza!! Nel video vederete come si presenta un fornellino ad alcoll e come accenderlo. Mi raccomando usate solo alcoll meglio se denaturato ed al 94%.

venerdì 28 gennaio 2011

Lame e portalame 2


Dopo oltre dieci giorni d'attesa è arrivato il portalame con le lame annesse. Avendolo ordinato dalla lontana Inghilterra non potevo certo pretendere che arrivasse in poco tempo, quindi mi devo accontentare. La cosa davvero strana è che ho speso pochissimo e le spese di spedizione le ha sostenute il venditore. Strano, se lo avessi comprato da un web store italiano avrei speso dalle nove alle dodici euro per la sola spedizione, quando per il bisturi e per le lame ho speso solo 6 euro... Mistero!

lunedì 17 gennaio 2011

Lame e portalame

Adesso si fa sul serio! Dopo la cappa e l'agitatore magnetico occorre iniziare a pensare a quali strumenti siano assolutamente indispensabili per iniziare la nostra attività di micropropagazione. In cima alla mia lista della spesa stazionano ormai da tempo, sia un portalame (con lame annesse) sia un piccolo fornello ad alcol per fiammare gli strumenti sotto la cappa. Se per il portalame la scelta è stata obbligata, la stessa cosa non la posso certo dire per il fornellino ad alcol, infatti, in rete sono riuscito a trovare anche dei becchi Bunsen abbastanza economici, da  collegare poi ad una piccola cartuccia di gas da campeggio. La scelta alla fine è ricaduta sul bruciatore ad alcol, che costa praticamente la metà e non ha spese accessorie rispetto al Bunsen. Nemmeno a dirlo, il tutto è stato acquistato sulla rete. Come ultima cosa vi segnalo l'inserimento di una nuova tabella riepilogativa nella dispensa PROCEDURE DI LABORATORIO, in merito alle procedure per la sterilizzazione degli strumenti di laboratorio.







Lista attrezzature:
  1. Bruciatore a Gas ----->  8 Euri (più spese postali)
  2. Portalame e 5 lame -----> 6 Euri 


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